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L’esperto risponde sulla realizzazione di Impianti Microeolici e Impianti Minieolici



E’ una tipologia di impianto di taglia compresa entro i 200 kW che trasforma l’energia cinetica del vento in energia meccanica e, a sua volta, in energia elettrica tramite i noti effetti di induzione magnetica dei rotori ad avvolgimento. Il vento impatta sulle pale eoliche che a causa della loro forma aerodinamica creano una spinta circolare che da origine al movimento meccanico. Questo a sua volta a mezzo di un generatore crea energia elettrica. L’aerogeneratore in sostanza è una sorta di mulino a vento moderno impiegato per la produzione di elettricità.

In linea generale, il posto ideale per installare un impianto minieolico è quello in cui ci sono delle condizioni di vento tali da avere una buna resa in termini di energia annua prodotta, in modo da garantire una sufficiente remunerazione del costo sostenuto.
La conformazione del territorio nazionale, ricco di coste e di rilievi, fa si che gran parte delle aree disponibili è potenzialmente idonea ad ospitare un impianto minieolico ed avere una buona produzione di energia eolica. La bontà di un sito, dal punto di vista tecnico viene valutata in base al parametro della “velocità media annua” del vento in quella zona (espressa in “m/s”, metro/secondo).

Le condizioni ottimali per l’installazione di un impianto microeolico sono quelle del terreno aperto e regolare, lontano da ostacoli che possano interferire col flusso del vento.
Esistono già delle pubblicazioni e degli studi anemometrici effettuati sul nostro territorio, che offrono una mappatura dei venti presenti in Italia, dove viene descritta la velocità del vento, la direzione e il tipo di vento prevalente, fornendo altresì dei dati (appunto in m/s) a diverse altezze di riferimento: in tal modo anche le persone meno esperte hanno la possibilità di verificare immediatamente la sostenibilità o meno della realizzazione di un impianto microeolico in una determinata zona, fermo restando che un sopralluogo di un esperto sul posto è sempre preferibile poiché consente di verificare la eventuale presenza o meno di ostacoli naturali o artificiali alla vena fluida del vento.
Questa indagine poi è anche utile per capire che tipo di rete elettrica passa su quell’area e se sarà necessario ottenere autorizzazioni particolari per la connessione (servitù di elettrodotto) o meno: questo perché il posizionamento dell’aerogeneratore deve tenere conto d anche ella sua distanza dal punto di allaccio, poiché aumentando la lunghezza dei cavi di collegamento si avrà una maggiore dispersione elettrica.
L’installazione sul tetto degli edifici è generalmente sconsigliata tranne che per piccole turbine eoliche ad asse verticale (anziché orizzontale) che si integrano meglio con il contesto paesaggistico, e il loro momento di avvio (cut-in) è molto basso in ogni caso si dovrà necessariamente effettuare una preliminare verifica della stabilità della struttura.

In teoria sì, perché la velocità del vento è influenzata molto dalla conformazione del terreno: la eventuale presenza di brusche variazioni di pendenza, di alberi ad alto fusto, zone boschive, edifici e/o montagne fa sì che la vena fluida del vento incontrerà ostacoli che ne ridurranno la velocità. Si consiglia sempre un sopralluogo di un esperto sul posto per effettuare questo tipo di valutazione.

Assolutamente no. La manutenzione degli impianti minieolici è piuttosto bassa, se non addirittura (per le turbine microeoliche fino a 20 kwp) trascurabile. Molto dipende anche dal tipo di tecnologia che usa la turbina eolica (con o senza moltiplicatore di giri), e dalla bontà tecnica degli ingranaggi. Per le turbine di taglia superiore è preferibile la pianificazione almeno ogni due anni di ordinari e semplici interventi di manutenzione della parte meccanica della turbina (lubrificazione cuscinetti, ingranaggi ecc.).
Per alcuni tipi di impianti minieolici (da 10 kwp a 60 kwp) proprio per contenere le spese di noleggio di piattaforme aeree e per poter accedere al sito in caso di intemperie o per poter effettuare le operazioni in maggiore sicurezza possibile e non ad alta quota, è consigliabile prevedere delle torri eoliche idrauliche, che per la manutenzione si abbassano a terra e possono essere facilmente manutentate senza grande impiego di uomini e mezzi.

La rumorosità dell’impianto microeolico dipende principalmente dalla sua tipologia (verticale e/o orizzontale), dalla sua potenza e dalle sue caratteristiche costruttive e di funzionamento. Generalmente, le turbine ad asse verticale sono più silenziose di quelle ad asse orizzontale.
Dalla lettura delle schede tecniche delle turbine comunemente commercializzate i valori di rumorosità (espressi in decibel) sono di regola contenuti, anche se di norma si consiglia di installare le turbine eoliche ad una distanza di circa 40-50 m dagli edifici.

Le turbine ad asse orizzontale sono quelle che discendono dai mulini a vento classici. Esse si orientano verso il vento a mezzo di un servomotore elettronico, oppure in modo aerodinamico a mezzo di un timone di coda, e sono poco indicati in aree dove sono presenti venti turbolenti e cambi repentini di direzione. Le turbine ad asse verticale sono i sistemi eolici pi recenti e innovativi, poiché non hanno bisogno di orientarsi verso il vento e la loro conformazione offre sempre al vento sempre una “superficie alare” capace di imprimere movimento al rotore.

Non esistono dei dati assoluti. Le case costruttrici in base al peso della turbina eolica e dell’area di spazzata consigliano una altezza minima e massima della torre che sia in un certo senso “compatibile” con quel tipo di turbina.
Di regola per le turbine eoliche fino a 10 kwp si montano torri di altezza variabile tra 9-12 mt, mentre per le turbine da 20 kwp si arriva ad altezze di 12-18 mt , fino a 24-30 mt di altezza per le turbine da 50-60 kwp.

E’ molto difficile e c’è il rischio che qualcosa vada storto e la ricerca del risparmio si trasformi in un danno economico ancor più grande.
L’installazione di una turbina eolica richiede diversi tipi di competenze professionali e maestranze in stretta collaborazione tra loro. Innanzitutto, c’è la parte prettamente progettuale che richiede la presenza di un tecnico abilitato che da avvio alle richiesta di connessione e produca ad Enel Distribuzione SpA lo schema unifilare e il progetto dell’impianto, oltre a tutte le tavole tecniche.
Ugualmente c’è la necessità di un tecnico progettista per la presentazione della PAS presso l’Ente competente, per l’esame dei vincoli paesaggistici, per l’asseverazione delle opere e tutta procedura inerente l’inizio dei lavori, certificazione di conformità degli impianti, ecc): tra l’altro ci sono anche problemi legati alla sicurezza sul posto di lavoro, i calcioli statici e sismici dell’area, la relazione geologica e tutta una serie di adempimenti che non possono essere improvvisati e /o seguiti a distanza: il consiglio è quello di scegliere tra l’altro tecnici del posto che meglio conoscono le procedure esistenti presso gli uffici locali.
Durante l’installazione servono maestranze che abbiano attrezzature per poter eseguire scavi, armature e realizzare i plinti in calcestruzzo, oltre alla viabilità di servizio, se è necessaria: questi dovranno raccordarsi con il tecnico progettista del plinto per la perfetta esecuzione a regola d0arte, calcolare l’esatta quantità di ferro da usare nel plinto, ecc. e effettuare adempimenti in ordine alla responsabilità delle opere loro commissionate.
Segue tutta la parte impiantistica e di montaggio della torre e del generatore che richiede ancora piattaforma elevatrice e cestelli, e personale elettricista per il montaggio e il cablaggio dei quadri, dell’inverter e per gestire la partenza della turbina, oltre che la regolazione.

L’occupazione di spazio per la turbina minieolica eolica è veramente esiguo: nel caso della turbina eolica da 60 kwp è di circa 50 mq con una produzione annua stimata di 210-220.000 kwh/anno (con venti di 6-6.5 m/s). E’ un rapporto estremamente interessante se si pensa che nella stessa area geografica per ottenere lo stesso risultato con una fonte differente come quella fotovoltaica c’è bisogno di circa 1.200 mq di impianto fotovoltaico.

La vita media di una turbina è superiore a 20 anni con un ciclo operativo di circa 120.000 ore, che attribuisce alle stesse un fattore di affidabilità pari al 98%, superiore a qualunque fattore di affidabilità offerto dalle altre tecnologie utilizzate nella produzione di energia elettrica: per converso è richiesta una manutenzione e un controllo almeno ogni anno.

Dipende dalla zona in cui realizziamo l’impianto minieolico. In teoria il vento può produrci annualmente il 100% del nostro fabbisogno energetico se l’impianto è ben dimensionato e produce tutta l’energia di cui abbiamo bisogno: potrebbe capitare che in alcuni giorni e/o momenti della giornata in assenza di vento non si riesca a prendere l’energia necessaria direttamente dalla turbina eolica, così come capiteranno dei giorni e/o momenti della giornata in cui l’impianto produce energia ma non viene consumata. Nella prima ipotesi l’energia verrà acquistata dalla rete, mentre nella seconda ipotesi l’energia verrà immessa nella rete e valorizzata: se l’impianto è dimensionato bene l’energia valorizzata fornirà la risorsa economica per sostenere i costi dell’energia acquistata dalla rete.

In base alla potenza dell’impianto scelto si può pianificare unicamente il risparmio in bolletta o una rendita, o entrambi: dimensionare un impianto microeolico non è difficile, basta analizzare consumi di energia elettrica annuali (espressi in kwh) prendendo una bolletta di energia elettrica. Basta poi dividere questo dato con le aspettative di resa dell’impianto per quella zona ed intuire quale turbina può darmi ciò che mi serve.
La pianificazione e il dimensionamento dell’impianto è una scelta strategica importante che richiede grandi competenze: spesso operatori poco capaci analizzano la potenza richiesta in prelievo e progettano un identico impianto in produzione, la qual cosa non è assolutamente immaginabile.

Gli impianti minieolici normalmente vengono venduti in base alla taglia di potenza del generatore (5,10,20,30,50,60 kwp): i prezzi medi di mercato oscillano intorno ad Euro 4.500-5.000 oltre iva per Kwp installato per le piccole turbine (3,.5,10 kwp), comprensivo di ogni onere, installazione e trasporto inclusi.
Il costo diminuisce e si aggira intorno ad Euro 3.800 -4.200 oltre iva per Kwp installato per le turbine più grandi (30,50, 60 kwp) comprensivo di ogni onere, installazione e trasporto inclusi.
La resa dell’impianto in termini di ritorno economico con ventosità media di 6-6.5 m/s è di circa Euro 1.000 annue per ogni Kwp installato, cosicché in base al capitale investito e/o preso in prestito da terzi (banche, fondi, ecc) il rendimento annuo oscilla tra il 22,22% e il 26,31% annuo lordo (per 20 anni). E’ questo il motivo per cui molti risparmiatori che vogliono garantirsi una rendita si avvicinano a questa fonte rinnovabile e chiedono di essere assistiti in questo progetto.
L’impianto in ogni caso è ripagato in 4-6 anni.