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IMU-TASI nel Fotovoltaico: che si fa?

Solo gli impianti di grandi dimensioni vanno accatastati, per altri scatta l’aumento della rendita catastale, anche ai fini IMU-TASI. Salvi quelli fino a 3 kwp.

L’installazione di un impianto fotovoltaico rappresenta nel medio-lungo periodo una scelta vincente sul fronte del risparmio energetico, ma occorre fare attenzione alla sua tassazione nei casi in cui  comporta un aumento della rendita catastale dell’immobile in cui è integrato: la conseguenza diretta è infatti un incremento dell’imposizione fiscale (IMU e TASI) con un contestuale allungamento del periodo di ammortamento.

Incremento rendita

Un impianto fotovoltaico posizionato sul tetto di un immobile ne causa un incremento della rendita catastale se la sua potenza nominale è superiore a 3 kwp e il suo valore economico supera il 15% della rendita dell’immobile. Questo, perché rappresenta una “appendice” dell’abitazione, che va considerata bene immobile ai fini catastali e fiscali, andando ad aumentare il valore catastale del fabbricato.
Dunque, anche nell’ipotesi che l’installazione dell’impianto fotovoltaico integrato in un immobile ne incrementi il valore capitale o la redditività ordinaria di almeno il 15%, esso non è oggetto di autonomo accatastamento ma determina soltanto incremento della rendita catastale dell’immobile su cui è installato, senza che ne muti la classificazione.

Accatastamento autonomo

Vanno accatastati autonomamente tutti gli impianti di tipo industriale di grandi dimensioni che hanno autonomia funzionale. In questo caso gli impianti fotovoltaici vanno accatastati come unità immobiliari e in particolare come opifici, in categoria D1.

Valore catastale

Il calcolo della variazione del valore catastale è da farsi in base ad una prassi estimativa e in base alle istruzioni dell’Agenzia del Territorio, tenendosi debitamente conto di tutte le componenti del sistema (inverter, quadri elettrici, etc): è sempre utile rivolgersi a un professionista abilitato che valuti se è necessario aggiornare la rendita.

I nostri tecnici associati sono a vs. completa disposizione per ogni esigenza o chiarimento e per avere una preliminare valutazione accurata dell’aumento del valore catastale.

Contribuenti a rischio

L’adempimento vede coinvolti molti contribuenti che, soprattutto negli anni in cui gli incentivi al Fotovoltaico erano più ricchi, hanno istallato impianti ad energia solare con potenze dai 3 kWp in su che vanno ad occupare 21 metri quadri e più (in media 1 kWp richiede circa 7 metri quadrati di superficie). Da sottolineare che la potenza dei 3 Kwp è proprio quella che serve tipicamente per coprire i consumi di una famiglia-tipo. Secondo dati del GSE sono 312mila i contribuenti a rischio, avendo installato impianti con una potenza compresa tra 3 a 20 kW, mentre 176mila non correrebbero alcun rischio. 
Per maggiori informazioni consultare la circolare n. 36/E/2013 dell’Agenzia delle Entrate.

(Fonte PMI.it)